Maria Venturi


(Firenze, 1933) è una scrittrice e giornalista. Dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Lettere antiche alla Statale di Milano, dove studia con Mario Fubini. Pubblica i primi racconti sul settimanale Novella, che all’epoca è un giornale di narrativa diretto da Giorgio Scerbanenco. A 25 anni inizia la stesura di un romanzo. Ne invia la trama e le prime otto cartelle a Italo Calvino, presso la Einaudi. Tre mesi dopo arriva la risposta: una lettera autografa con l’invito a portare a termine il libro. Ma questo romanzo resterà incompiuto perché nel frattempo la Venturi è stata assunta da Novella con un contratto di sei mesi e ha iniziato il pendolarismo da Brescia a Milano che durerà oltre vent’anni. Il contratto le verrà rinnovato, ma il posto è a rischio perché è stata decisa la chiusura del settimanale di narrativa. Verrà salvato e trasformato da Enzo Biagi in un rotocalco di attualità ed è a lui che Maria Venturi deve l’assunzione definitiva e il praticantato. Diventa giornalista professionista nel 1970 e trascorre due anni in giro per l’Italia come inviata con Sandro Mayer. L’alternarsi di tre direttori (Antonio Terzi, Benedetto Mosca e Paolo Occhipinti) rappresenta un’ottima scuola. Nel 1979, dopo esserne stata caporedattore e vicedirettore, la Venturi assume la direzione di Novella 2000. Nel 1981 Paolo Occhipinti la chiama a dirigere lo storico settimanale Annabella, che pochi mesi dopo diventa Anna. Il “filo diretto” con le lettrici inizia con una rubrica di posta, che andrà avanti nel periodo difficile della crisi della casa editrice, del passaggio di proprietà e dell’amministrazione controllata. Nell’ottobre del 1986, la Venturi lascia Anna mantenendo un contratto di collaborazione con altre testate del gruppo: prosegue la posta con le lettrici, scrive articoli e interviste, inizia una rubrica di critica televisiva sul settimanale Oggi e collabora con il Messaggero di Roma. È Oreste Del Buono, capo della divisione libri, a riportarla alla scrittura di un romanzo. Il suo input: che sia “spudoratamente avvincente, romantico e popolare”. Le invia un pacco di libri-guida di famose autrici americane: Judith Krantz, Barbara Taylor Bradford, Danielle Steel. Nasce Storia d’amore. Il regista Duccio Tessari ne acquista i diritti e nel 1987 diventa una miniserie televisiva interpretata da Margherita Buy. Questo romanzo apre alla Venturi le porte della fiction e altri tre romanzi diventeranno serie di successo: La storia spezzata (1992), La moglie nella cornice (1992), Il cielo non cade mai (1993). Nel 1998 la Venturi crea il soggetto di Incantesimo serie che curerà con gli sceneggiatori Gianfranco Clerici e Daniele Stroppa per sette stagioni e dal quale verranno tratti gli omonimi romanzi “ Incantesimo” ( 2002, Rizzoli/Rai Eri) e “ Il nuovo Incantesimo” (2004, Rizzoli/Rai Eri). Orgoglio (2004) è un’altra lunga serialità prodotta per la Titanus di Goffredo Lombardo: la prima parte supera i 13 milioni di telespettatori. Butta la luna (2006) e Paura di amare (2010) sono le sue ultime fiction. Ma la Venturi prosegue anche l’attività di giornalista e nel 1997 riceve al Quirinale il premio Saint Vincent. Nel 2011, Umberto Brindani, direttore di Oggi, le ha affidato la rubrica “ Lezioni d’amore”. Nell’ottobre 2014 pubblica Niente è per caso, storia di un amore irripetibile che riuscirà a sopravvivere a dieci anni di errori, ostacoli e distacchi. Nel 2015 riprende un romanzo scritto quasi vent’anni prima, lo rivisita e lo amplia intitolandolo “I giorni dell’altra” per Rizzoli.

Scritti da Maria Venturi