ZONE 14. TV BUONA DOTTORESSA?

La medicina nella televisione italiana dal 1954 a oggi

di Mariavittoria Savini 


Tv buona dottoressa a questo interrogativo cerca di offrire risposte, spunti di riflessione e rilievi critici il volume, raccontando per la prima volta la storia della medicina nella televisione italiana, dal 1954 ad oggi, allargando il tema alla sfera più generale della salute e del benessere. L’obiettivo è di verificare e migliorare il ruolo della televisione italiana a servizio di una corretta informazione mediatica, in un’ottica di prevenzione, a sostegno della diagnostica, del trattamento e della cura delle patologie o semplicemente nel favorire stili di vita e consumi salutari. Da qui la necessità di individuare elementi che inquinano la comunicazione mediatica o in contrasto con al deontologia medica o giornalistica, e di segnalare anche discutibili mercificazioni o spettacolarizzazioni del prodotto salute-benessere, in particolare nei programmi d’intrattenimento, nelle fiction e nei reality. Filo conduttore di questa indagine conoscitiva è il rapporto complesso tra spettatori e tv legato alla sfera medica, ma anche all’esigenza del pubblico di accrescere il proprio benessere psicofisico e al desiderio di piacersi e accettarsi in una società dove l’immagine è sovrana. Medicina e salute pubblica; Medicina e salute commerciale; Medicina che passione; Medicina e spettacolo; Medicina sul set; Medicina e spot; Medicina e solidarietà: il libro ripercorre nella prima parte generi e tendenze, forme e contenuti delle trasmissioni specializzate, dagli albori della tv nell’Italia del secondo dopoguerra, all’odierna società dell’informazione globale dove cresce la domanda del pubblico di un’informazione scientifica capillare e dettagliata e aumenta l’interesse per tutto quanto attiene la medicina, la salute, il benessere. La seconda parte del libro propone spunti critici e di riflessione, di natura etica e professionale, supportati da interviste a conduttori e responsabili di programmi televisivi (Biagio Agnes, Piero Angela, Luciano Onder, Michele Mirabella, Livia Azzariti, Anna La Rosa, Annalisa Manduca, Manuela Lucchini, Sabrina Giannini) ma anche a personalità di spicco del mondo scientifico (Silvio Garattini, Rita Levi Montalcini, Amedeo Bianco, Patrizio Mulas) e del giornalismo (Lorenzo Del Bocca, Guglielmo Pepe, Margherita De Bac) interpellati tutti sul ruolo dell’informazione scientifica a servizio della collettività. È un saggio destinato a un pubblico variegato di lettori: anzitutto gli spettatori numerosi che seguono con interesse le rubriche televisive medico-scientifiche per offrire una guida ragionata all’uso corretto della “tv dottoressa”; quindi il mondo accademico, docenti e studenti delle Facoltà di medicina, di sociologia, di scienze della comunicazione e delle Scuole di giornalismo che vogliano indagare e documentarsi su una materia a tutt’oggi povera di riferimenti bibliografici specifici; infine i giornalisti e comunicatori che operano nel settore medico-scientifico non solo in televisione, ma anche alla radio, nei giornali, negli uffici stampa, nei siti web.

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Tv buona dottoressa a questo interrogativo cerca di offrire risposte, spunti di riflessione e rilievi critici il volume, raccontando per la prima volta la storia della medicina nella televisione italiana, dal 1954 ad oggi, allargando il tema alla sfera più generale della salute e del benessere. L’obiettivo è di verificare e migliorare il ruolo della televisione italiana a servizio di una corretta informazione mediatica, in un’ottica di prevenzione, a sostegno della diagnostica, del trattamento e della cura delle patologie o semplicemente nel favorire stili di vita e consumi salutari. Da qui la necessità di individuare elementi che inquinano la comunicazione mediatica o in contrasto con al deontologia medica o giornalistica, e di segnalare anche discutibili mercificazioni o spettacolarizzazioni del prodotto salute-benessere, in particolare nei programmi d’intrattenimento, nelle fiction e nei reality. Filo conduttore di questa indagine conoscitiva è il rapporto complesso tra spettatori e tv legato alla sfera medica, ma anche all’esigenza del pubblico di accrescere il proprio benessere psicofisico e al desiderio di piacersi e accettarsi in una società dove l’immagine è sovrana. Medicina e salute pubblica; Medicina e salute commerciale; Medicina che passione; Medicina e spettacolo; Medicina sul set; Medicina e spot; Medicina e solidarietà: il libro ripercorre nella prima parte generi e tendenze, forme e contenuti delle trasmissioni specializzate, dagli albori della tv nell’Italia del secondo dopoguerra, all’odierna società dell’informazione globale dove cresce la domanda del pubblico di un’informazione scientifica capillare e dettagliata e aumenta l’interesse per tutto quanto attiene la medicina, la salute, il benessere. La seconda parte del libro propone spunti critici e di riflessione, di natura etica e professionale, supportati da interviste a conduttori e responsabili di programmi televisivi (Biagio Agnes, Piero Angela, Luciano Onder, Michele Mirabella, Livia Azzariti, Anna La Rosa, Annalisa Manduca, Manuela Lucchini, Sabrina Giannini) ma anche a personalità di spicco del mondo scientifico (Silvio Garattini, Rita Levi Montalcini, Amedeo Bianco, Patrizio Mulas) e del giornalismo (Lorenzo Del Bocca, Guglielmo Pepe, Margherita De Bac) interpellati tutti sul ruolo dell’informazione scientifica a servizio della collettività. È un saggio destinato a un pubblico variegato di lettori: anzitutto gli spettatori numerosi che seguono con interesse le rubriche televisive medico-scientifiche per offrire una guida ragionata all’uso corretto della “tv dottoressa”; quindi il mondo accademico, docenti e studenti delle Facoltà di medicina, di sociologia, di scienze della comunicazione e delle Scuole di giornalismo che vogliano indagare e documentarsi su una materia a tutt’oggi povera di riferimenti bibliografici specifici; infine i giornalisti e comunicatori che operano nel settore medico-scientifico non solo in televisione, ma anche alla radio, nei giornali, negli uffici stampa, nei siti web.

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