ZONE 08. STORIA DELLA RADIO E DELLA TELEVISIONE IN SPAGNA (1939-2007)

Il lato debole della democrazia

di Enrique Bustamante 


Primo tomo

Per circa quarant’anni, dalla nascita della radio statale negli anni della Guerra Civile sino alla fine del regime franchista, la radio e poi anche la televisione di Stato sono apparse come una proiezione diretta, quasi del tutto priva di mediazioni, del sistema politico e dell’Amministrazione dello Stato  centrale spagnolo. La nascita della Televisión Española, nel 1956, fu frutto del particolare contesto storico della dittatura franchista che implacabilmente ne subordinò la gestione all’apparato governativo e alle sue ansie di controllo.
Questa visione strumentale dei mezzi di comunicazione sopravvive, secondo Enrique Bustamante, anche durante la fase di transizione verso la democrazia e oltre: il nuovo organismo Radio Televisión Española – sorto nel 1973 alla vigilia della fine della dittatura – conserva immutata per decenni la propria dipendenza dal governo, con tutti gli effetti perversi che ne derivano, tanto sulle forme di finanziamento quanto sulla programmazione.
Il Governo di José Luis Rodríguez Zapatero, insediatosi dopo la vittoria socialista alle elezioni del marzo 2004, ha aperto tuttavia una nuova fase, carica di aspettative e speranze per la rinascita di un autentico servizio pubblico e la definizione di una riforma complessiva del sistema audiovisivo. Frutto di queste intenzioni sono la legge di riforma del servizio pubblico nazionale, approvata nel giugno 2006, e al creazione della nuova Corporación RTVE, decisioni entrambe sollecitate dal Rapporto stilato nel 2005 dall’indipendente Consejo para la Reforma de los Medios de Titularidad del Estado di cui Bustamante è stato autorevole membro.
Al termine di questa lunga e dettagliata ricostruzione storica, Enrique Bustamante ci pone di fronte a un’evidenza difficilmente contestabile: il sistema radiotelevisivo in generale, e quello pubblico in particolare, rappresenta per la giovane democrazia spagnola una questione cruciale e non ancora compiutamente risolta. Una questione le cui ricadute si estendono ben oltre i confini spagnoli, in un “effetto domino” che coinvolge modelli contrapposti di società e prospettive diverse per il futuro del vecchio continente.

Secondo tomo

Questo secondo tomo, repertorio antologico e storiografico che accompagna la lettura del saggio di Enrique Bustamante sulla nascita e lo sviluppo del sistema radiotelevisivo spagnolo, riporta alcuni tra gli scritti che rappresentano in modo più significativo le varie tappe della storia sociale dei mezzi di comunicazione in Spagna. Fra questi documenti, spesso di difficile accesso, vi sono leggi che hanno segnato le diverse fasi dell’evoluzione del sistema radiofonico e televisivo dal 1936 a oggi. Si pubblicano inoltre estratti di alcuni testi-chiave, essenziali per ricostruire il particolare clima politico e sociale di ogni momento storico: dai Discorsi tenuti nel 1953 dall’allora Ministro dell’Informazione Gabriel Arias Salgado agli articoli critici nei confronti della televisione pubblica spagnola apparsi negli ultimi anni del regime franchista sui Cuadernos para el Diálogo, al Libro gris de televisión española dello scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán. La radiotelevisione pubblica spagnola, pur oggetto di diversi tentativi di riforma attuati prima dai governi centristi e poi da quelli socialisti di Felipe González e popolari di José Maria Aznar, ancora agli inizi di questo decennio sembrava non riuscire a scrollarsi di dosso il peso del controllo politico governativo, antico retaggio dell’uso ideologico dei mezzi d’informazione esercitato per quasi quarant’anni dal regime franchista. La riforma dell’Ente Público RTVE sembrava così una necessità non più prorogabile, tanche che Josè Rodriguez Zapatero, alla vigilia delle elezioni del 2004, includeva nel suo programma elettorale la promessa di riformare la radiotelevisione pubblica. Una volta assunta la Presidenza del Governo, Zapatero cominciava a dare attuazione al suo programma con l’istituzione di un Consejo para la Reforma de los Medios de Comunicación de Titularidad del Estado. In questa sezione si riporta un ampio estratto del Rapporto consegnato al Governo da questo “Consiglio di Saggi”, che contiene principi, linee-guida e proposte per una riforma della radiotelevisione statale. La sezione documentale si chiude con il testo della legge di riforma del 5 giugno del 2006, che ha dato vita alla nuova Corporación RTVE e ha offerto le basi per il rinnovamento in senso democratico e pluralista della radiotelevisione pubblica spagnola. A questi documenti fa seguito un corredo di appendici, rappresentazione sistematica di dati, avvenimenti, atti legislativi e personalità. In particolare, si è ritenuto utile riprodurre quadri di sintesi dei risultati delle consultazioni elettorali politiche dal 1977 al 2004, mentre le principali disposizioni normative di settore sono state riprodotte e ordinate per periodi storici e per tipologia. Si sono inoltre tracciati dei brevi profili dei vertici istituzionali dello Stato e della radiotelevisione pubblica spagnola. Completano infine questa sezione una guida di introduzione al sistema radiotelevisivo spagnolo e un indice dei nomi delle cose notevoli.

 

di

Primo tomo

Per circa quarant’anni, dalla nascita della radio statale negli anni della Guerra Civile sino alla fine del regime franchista, la radio e poi anche la televisione di Stato sono apparse come una proiezione diretta, quasi del tutto priva di mediazioni, del sistema politico e dell’Amministrazione dello Stato  centrale spagnolo. La nascita della Televisión Española, nel 1956, fu frutto del particolare contesto storico della dittatura franchista che implacabilmente ne subordinò la gestione all’apparato governativo e alle sue ansie di controllo.
Questa visione strumentale dei mezzi di comunicazione sopravvive, secondo Enrique Bustamante, anche durante la fase di transizione verso la democrazia e oltre: il nuovo organismo Radio Televisión Española – sorto nel 1973 alla vigilia della fine della dittatura – conserva immutata per decenni la propria dipendenza dal governo, con tutti gli effetti perversi che ne derivano, tanto sulle forme di finanziamento quanto sulla programmazione.
Il Governo di José Luis Rodríguez Zapatero, insediatosi dopo la vittoria socialista alle elezioni del marzo 2004, ha aperto tuttavia una nuova fase, carica di aspettative e speranze per la rinascita di un autentico servizio pubblico e la definizione di una riforma complessiva del sistema audiovisivo. Frutto di queste intenzioni sono la legge di riforma del servizio pubblico nazionale, approvata nel giugno 2006, e al creazione della nuova Corporación RTVE, decisioni entrambe sollecitate dal Rapporto stilato nel 2005 dall’indipendente Consejo para la Reforma de los Medios de Titularidad del Estado di cui Bustamante è stato autorevole membro.
Al termine di questa lunga e dettagliata ricostruzione storica, Enrique Bustamante ci pone di fronte a un’evidenza difficilmente contestabile: il sistema radiotelevisivo in generale, e quello pubblico in particolare, rappresenta per la giovane democrazia spagnola una questione cruciale e non ancora compiutamente risolta. Una questione le cui ricadute si estendono ben oltre i confini spagnoli, in un “effetto domino” che coinvolge modelli contrapposti di società e prospettive diverse per il futuro del vecchio continente.

Secondo tomo

Questo secondo tomo, repertorio antologico e storiografico che accompagna la lettura del saggio di Enrique Bustamante sulla nascita e lo sviluppo del sistema radiotelevisivo spagnolo, riporta alcuni tra gli scritti che rappresentano in modo più significativo le varie tappe della storia sociale dei mezzi di comunicazione in Spagna. Fra questi documenti, spesso di difficile accesso, vi sono leggi che hanno segnato le diverse fasi dell’evoluzione del sistema radiofonico e televisivo dal 1936 a oggi. Si pubblicano inoltre estratti di alcuni testi-chiave, essenziali per ricostruire il particolare clima politico e sociale di ogni momento storico: dai Discorsi tenuti nel 1953 dall’allora Ministro dell’Informazione Gabriel Arias Salgado agli articoli critici nei confronti della televisione pubblica spagnola apparsi negli ultimi anni del regime franchista sui Cuadernos para el Diálogo, al Libro gris de televisión española dello scrittore catalano Manuel Vázquez Montalbán. La radiotelevisione pubblica spagnola, pur oggetto di diversi tentativi di riforma attuati prima dai governi centristi e poi da quelli socialisti di Felipe González e popolari di José Maria Aznar, ancora agli inizi di questo decennio sembrava non riuscire a scrollarsi di dosso il peso del controllo politico governativo, antico retaggio dell’uso ideologico dei mezzi d’informazione esercitato per quasi quarant’anni dal regime franchista. La riforma dell’Ente Público RTVE sembrava così una necessità non più prorogabile, tanche che Josè Rodriguez Zapatero, alla vigilia delle elezioni del 2004, includeva nel suo programma elettorale la promessa di riformare la radiotelevisione pubblica. Una volta assunta la Presidenza del Governo, Zapatero cominciava a dare attuazione al suo programma con l’istituzione di un Consejo para la Reforma de los Medios de Comunicación de Titularidad del Estado. In questa sezione si riporta un ampio estratto del Rapporto consegnato al Governo da questo “Consiglio di Saggi”, che contiene principi, linee-guida e proposte per una riforma della radiotelevisione statale. La sezione documentale si chiude con il testo della legge di riforma del 5 giugno del 2006, che ha dato vita alla nuova Corporación RTVE e ha offerto le basi per il rinnovamento in senso democratico e pluralista della radiotelevisione pubblica spagnola. A questi documenti fa seguito un corredo di appendici, rappresentazione sistematica di dati, avvenimenti, atti legislativi e personalità. In particolare, si è ritenuto utile riprodurre quadri di sintesi dei risultati delle consultazioni elettorali politiche dal 1977 al 2004, mentre le principali disposizioni normative di settore sono state riprodotte e ordinate per periodi storici e per tipologia. Si sono inoltre tracciati dei brevi profili dei vertici istituzionali dello Stato e della radiotelevisione pubblica spagnola. Completano infine questa sezione una guida di introduzione al sistema radiotelevisivo spagnolo e un indice dei nomi delle cose notevoli.

 

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