ZONE 01. IL GRANDE VIAGGIO DELLA BBC

Storia del servizio pubblico britannico dagli anni Venti all’era digitale

di Matthew Hibberd 


Le nostre società democratiche possono oggi fare a meno di un servizio pubblico radiotelevisivo? A tre decenni dalla fine dei monopoli ha ancora un senso tenere in vita enti pubblici finanziati con il canone o con i soldi dei contribuenti, in un ambiente caratterizzato da decine se non centinaia di servizi e programmi promossi e gestiti da gruppi privati? In questo volume Matthew Hibberd  spiega le ragioni  per le quali il Paese europeo considerato più liberista continua ad avvalersi di una radiodiffusione di servizio pubblico che solo per il canone raccoglie ogni anno circa quattro miliardi e mezzo di euro, e il cui fatturato complessivo, per la sola BBC, sfiora la somma dei fatturati di Rai e Mediaset. La radio e la televisione hanno contribuito in misura significativa alla diffusione di principi politici, ma anche di valori culturali che possono essere considerati di primaria importanza per le nostre democrazie, garantendo sostegno al principio di cittadinanza, ma anche offrendo strumenti educativi e programmi di apprendimento per tutti, non solo in Gran Bretagna. La qualità dei programmi di servizio pubblico si è sposata con le esigenze di un moderno mercato editoriale. Il Regno Unito vanta infatti una delle più fiorenti industrie radiotelevisive al mondo. È certamente leader nella transizione tecnologica (con due famiglie su tre ormai collegate a una piattaforma televisiva e multimediale digitale) ma rimane anche un esempio per la società dell’informazione. L’organizzazione a cui per prima vanno attribuiti questi successi è la British Broadcasting Corporation (BBC), ma ciò che contraddistingue il caso inglese è certamente il fatto che anche le altre emittenti terrestri – ITV e Channel 4 – siano state gestite secondo criteri di servizio pubblico. Questo volume ripercorre la storia della radiodiffusione di servizio pubblico nel Ragno Unito, esamina quei principi chiave che furono introdotti dal primo Direttore Generale della BBC, Lord John  Reith, e spiega perché il servizio pubblico e la BBC rimangono ancora oggi, in piena globalizzazione, componenti fondamentali nelle politiche britanniche sulla radiodiffusione, con importanti responsabilità e ricadute per l’immagine e gli interessi economici e strategici del Regno Unito nel Ventunesimo secolo.

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Le nostre società democratiche possono oggi fare a meno di un servizio pubblico radiotelevisivo? A tre decenni dalla fine dei monopoli ha ancora un senso tenere in vita enti pubblici finanziati con il canone o con i soldi dei contribuenti, in un ambiente caratterizzato da decine se non centinaia di servizi e programmi promossi e gestiti da gruppi privati? In questo volume Matthew Hibberd  spiega le ragioni  per le quali il Paese europeo considerato più liberista continua ad avvalersi di una radiodiffusione di servizio pubblico che solo per il canone raccoglie ogni anno circa quattro miliardi e mezzo di euro, e il cui fatturato complessivo, per la sola BBC, sfiora la somma dei fatturati di Rai e Mediaset. La radio e la televisione hanno contribuito in misura significativa alla diffusione di principi politici, ma anche di valori culturali che possono essere considerati di primaria importanza per le nostre democrazie, garantendo sostegno al principio di cittadinanza, ma anche offrendo strumenti educativi e programmi di apprendimento per tutti, non solo in Gran Bretagna. La qualità dei programmi di servizio pubblico si è sposata con le esigenze di un moderno mercato editoriale. Il Regno Unito vanta infatti una delle più fiorenti industrie radiotelevisive al mondo. È certamente leader nella transizione tecnologica (con due famiglie su tre ormai collegate a una piattaforma televisiva e multimediale digitale) ma rimane anche un esempio per la società dell’informazione. L’organizzazione a cui per prima vanno attribuiti questi successi è la British Broadcasting Corporation (BBC), ma ciò che contraddistingue il caso inglese è certamente il fatto che anche le altre emittenti terrestri – ITV e Channel 4 – siano state gestite secondo criteri di servizio pubblico. Questo volume ripercorre la storia della radiodiffusione di servizio pubblico nel Ragno Unito, esamina quei principi chiave che furono introdotti dal primo Direttore Generale della BBC, Lord John  Reith, e spiega perché il servizio pubblico e la BBC rimangono ancora oggi, in piena globalizzazione, componenti fondamentali nelle politiche britanniche sulla radiodiffusione, con importanti responsabilità e ricadute per l’immagine e gli interessi economici e strategici del Regno Unito nel Ventunesimo secolo.

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